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Il Territorio Il Comune di San Zenone al Po ha una superficie di 686 ettari (6,86 Kmq) ed è situato nella parte est della Provincia di Pavia denominata Bassa Pavese, alla confluenza del Fiume Olona con il Po. Il territorio, pressochè pianeggiante, è caratterizzato da un intenso sfruttamento agricolo a mais, riso e arboricoltura del pioppo, quest'ultima, in particolare, lungo le golene dei due fiumi.
San Zenone al Po L'Abitato di San Zenone al Po si presenta in tutto simile a quello di altri paesi della bassa pianura padana, costituito da case in linea poste sulla pubblica via ed è caratterizzato dalla presenza del fiume Olona che lo attraversa da nord a sud dove confluisce con il Fiume Po dividendo in due parti il paese, chiamate nel dialetto locale ' da dsà ' (di qua) e ' da dlà ' (di la) ' dl'Ulònè ' (dell'Olona).
Fiume Olona
E' attraversato secondo l'asse est\ovest dalla strada Provinciale
n. 35, che corre parallela al Fiume Po ed è l'arteria
principale del paese da cui si diramano le vie secondarie,
con modeste ramificazioni, a ridosso delle sponde sinistra
e destra dell'Olona. La principale utilizzazione del
patrimonio edilizio è residenziale (alcuni edifici hanno un
certo pregio storico) con un modesto sviluppo commerciale
e con una significativa presenza di edifici rurali.
Il Comune ha sede nel 'Castello de' Herra', un edificio
costruito intorno al 1580 sui ruderi di una rocca preesistente,
interamente rimaneggiato nel 1700, dove si ammirano una
bellissima scala a fuso, una sala ed una parte degli
uffici comunali affrescati in stile barocco\rococo'
(negli anni '20, purtroppo, è stato eliminato il
fossato ed il ponte levatoio per far posto alla
nuova sede della strada principale, ora ne rimangono
solo le vestigia nel parco attorno al Palazzo municipale).
Oltre agli uffici comunali, il castello ospita:
l'ambulatorio medico, le scuole elementari e materne,
la posta, la biblioteca comunale, la sede della
Protezione civile e quella della Pro loco.
Dalla parte opposta del fiume Olona, quasi a dirimpetto
con il Comune è situata la Chiesa parrocchiale dedicata a
San Bartolomeo Apostolo che è il santo patrono del paese,
di discreto valore architettonico.
Vicino all'area del Cimitero, appena fuori dal centro
abitato, è situata una piccola chiesa denominata dagli
abitanti locali 'Il Chiesuolo'. E' stata costruita in
tre fasi successive: l'edicola campestre del 1400 con
la vergine addolorata, l'antico oratorio in cotto del
1600 dedicato alla Madonna di Loreto ed infine, la
Chiesa attuale risalente al 1781.
Turismo e Tempo Libero I due Fiumi esercitano una grande influenza sulla vita dei Sanzenonesi, l'incontro della 'Madre Olona' con il grande Fiume rende all'aria qualcosa di magico, un influsso che viene avvertito anche da coloro che vengono per la prima volta a San Zenone. L'ambiente fluviale, i canali e le rogge nonchè la relativa abbondanza di pesce, favoriscono la pratica della pesca sportiva e di tutte le altre attività turistiche legate ai fiumi (spiaggia, barche, canoe ecc.). Lungo la riva del Po esiste un piccolo porticciolo turistico privato, 'Imbarcadero', dotato di bar ed attracchi per natanti, situato nelle vicinanze di una splendida spiaggia a sabbia, per gli amanti dei bagni e delle abbronzature, aperto anche alla sera per chi vuole approfittare del fresco e della splendida cornice del paesaggio fluviale notturno. Per gli appassionati della natura e degli sport, il paese offre un maneggio, una aviosuperficie per aerei untraleggeri ed alianti, un centro sportivo, gestito dalla parrocchia, dotato di: campi da calcio, tennis, pallavolo \ pallacanestro , bocce, bar - sala biliardo e angolo ludico per bambini; è possibile fare interessanti escursioni nella natura, in bicicletta, a piedi o a cavallo, lungo gli argini che costeggiano i fiumi, nei boschi e sugli arenili (per l'occasione la locale Pro Loco, appena rifondata, ha intenzione di creare al più presto una serie di itinerari naturalistici).
Fiume Olona, riva sinistra La riva destra dell'Olona è costeggiata da uno splendido Lungo-fiume da dove si possono ammirare, oltre al paesaggio, gli animali acquatici presenti nell'ultimo tratto del corso d'acqua (germani, oche, anatre comuni, gallinelle e occasionalmente aironi e cormorani). Non mancano opportunità anche per coloro che sono appassionati di caccia e cinofilia poichè esiste una ' zona C ' di addestramento cani con sparo.
Fiume Olona Le Alluvioni La particolare collocazione geografica del paese di S.Zenone, ubicato sulla sponda sinistra del Po, quasi in zona golenale, ed attraversato nel mezzo del fiume Olona, se da un lato aveva favorito nei secoli passati l'esercizio della sua specifica funzione di importante crocevia per la navigazione fluviale, dall'altro lo esponeva, senza particolari difese, ai molteplici e ricorrenti rischi di alluvioni. Da un inedito documento conservato nell'archivio comunale di Pavia, è possibile sapere le date precise ed il livello raggiunto dalle acque di scorrimento, certificato dall'idrometro del Ticino, delle principali alluvioni avvenute dai primi del '700 alla fine dell'800. Queste notizie hanno valore anche per S.Zenone data la relativa vicinanza e la piccola differenza altimetrica. In particolare:
Le alluvioni del 900 che si ricordano per lo straordinario livello raggiunto dalle acque, risalgono al 1926, 1932, 1947, 1951 (due volte di seguito) , 1968, 1975, 1977 (in quest'anno il Po invase il paese per ben tre volte, 2 in primavera ed 1 in autunno), 1978, 1979 (due volte) ed infine quella tristemente famosa del 1994. Nel 1932 la violenza delle acque demolė gran parte del paese le cui case erano ancora fabbricate con mattoni crudi che vennero poi ricostruite in cotto. Il 26 settembre del 1947 una enorme ed impetuosa massa d'acqua spazzò via il ponte sul fiume. Il giornalista Gianni Brera, sul mensile locale 'IL CAMPANONE", cosė commentò il fatto: ( pubbl. loc. San Zenone e il Palio , arch. Comunale , Il Campanone arch. ) 'IL PONTE spazzato via, pensate, l'Olona, in piena rabbiosa, gli alberi sradicati, le volte che se ne crollano, i piloni che rotolan via: come un vecchio caro gigante che, stroncato, di schianto e miseramente finisce gambe all'aria: e non ne rimangono che i resti monchi e senz'anima... Caro vecchio domestico ponte. Era, del nostro paese, qualcosa che non pareva fatto da uomini, ma sorto fuor d'acqua con la terra sulla quale siam nati: due rive divise da un fiume e forse anche diverse, che il ponte "naturalmente" univa, sicchè anche esso era via di terra ferma, era andito, corte, trave per starci seduti insieme, ritrovo. E non a caso i nostri padri lo gettarono fra i due edifici che sono il segno più manifesto di una convivenza civile: il Castello e la Chiesa. In tempi antichi ci avrebbero perfino dissertato, quasi in concordia, i fautori del Papato e dell'Impero. Noi ci si passava invece, quando c'era, senza nemmen nostro, e nessuno pensava che potesse un giorno finire: era parte della nostra terra e dunque parte di noi'. Le opere di difesa dell'abitato, costituite da un muraglione in cemento del '51 e le arginature con deviazione parziale del corso dell'Olona in uno scolmatore (Olona Nuova) dal 1976 al 1990, risultate inadeguate a contenere la piena del Po nel 1994 sono state ampliate e fortificate negli ultimi anni permettendo al nostro paese, grazie anche alla fondamentale opera dell'Amministrazione e dei volontari della Protezione Civile, di scampare alla rovinosa alluvione dell'ottobre 2000. |